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TwittaCinema Archive - (Short) As It Was (2023) Anastasia Solonevych - Damian Kocur


As It Was - Anastasia Solonevych - Damian Kocur - 2023

Sinossi: dopo aver litigato con il fidanzato, una giovane donna sta tornando a casa in auto. Una volta arrivata, suona il pianoforte, festeggia, passeggia al sorgere del sole. Tutto sembra normale, ma nulla è normale perché la sua casa è Kiev.


Movie Rating: (6,5/10)

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TwittaCinema Archive - (Short) Diabelska Edukacja (1995) Janusz Majewski


Diabelska Edukacja - Janusz Majewski - 1995

Sinossi: Russia. Sul finire del XIX° Secolo, la giovane e graziosa lattaia Gosia (Renata Dancewicz), vive in mezzo alla natura tra prati fioriti e mucche da governare. Un caldo giorno d'estate decide di fare un bagno, completamente nuda, nel fiume. Non immagina di essere stata osservata (e immortalata in un dipinto) segretamente da un uomo misterioso, vestito di nero, che il giorno seguente le si presenta davanti mostrandole il ritratto.

Movie Rating: (6,2/10)

TwittaCinema Archive - Lamb (2021) Valdimar Jóhannsson


Lamb - Valdimar Jóhannsson - 2021

Sinossi: Maria e Ingvar, una coppia islandese, vive con il loro gregge di pecore in una bella ma isolata fattoria. Quando scoprono un misterioso neonato nei loro terreni, decidono di tenerlo e crescerlo come loro. L'inaspettata prospettiva di una nuova famiglia porta molta gioia nelle loro vite prima di distruggerle per sempre.


Movie Rating: (6.3/10)

TwittaCinema Archive - Ida (2013) Paweł Pawlikowski


Ida - Paweł Pawlikowski - 2013

Sinossi: Polonia, 1962. Anna, un'orfana allevata dalle suore di un convento, è una novizia. Prima di prendere i voti, però, desidera vedere Wanda, la sua unica parente in vita che le rivela di essere ebrea. Entrambe le donne intraprendono allora un viaggio teso non solo a scoprire la tragica storia della loro famiglia ma anche chi esse siano veramente e quale sia il loro posto, rimettendo in discussione le loro credenze e la loro religione. Recensione



Ida (2013) on IMDb

TwittaCinema Archive - Venere in Pelliccia (2013) Roman Polanski


Venere in Pelliccia - Roman Polanski - 2013

Sinossi: Il drammaturgo Thomas (Mathieu Amalric) ha intenzione di mettere in scena una rappresentazione ispirata a un testo di Sacher Masoch ma, dopo una lunga giornata di audizioni, non riesce a trovare l'attrice a cui affidare il ruolo della protagonista. Convinta di essere perfetta per la parte, Vanda (Emmanuelle Seigner),  una delle aspiranti protagoniste che con il suo essere volgare e cervellotica rappresenta tutto ciò che Thomas odia, gli si presenta a sorpresa e tenta di dimostrargli come nessun'altra sia adatta quanto lei. Durante il provino, Vanda dimostrerà di conoscere alla perfezione il testo dell'opera e l'attrazione che Thomas maturerà nei suoi confronti si tramuterà presto in ossessione.

Venus in Fur (2013) on IMDb

TwittaCinema Archive - Pornography (2003) Jan Jakub Kolski


Pornography - Jan Jakub Kolski - 2003

Sinossi: coppia di amici della buona borghesia di Varsavia, un mite e riflessivo scrittore ed un estroso pianista esperto di cinema, si recano nella fattoria di un amico del primo nell'imminenza dell'invasione nazista nella Polonia occupata del 1943. La loro presenza animerà l'apparente quiete di una comunità rurale tra l'impegno nella resistenza partigiana, le movimentate relazioni erotiche di conturbanti adolescenti ed il mistero di un segreto doloroso che il pianista custodisce...

Pornography (2003) on IMDb

TwittaCinema Archive - The Lure (2015) Agnieszka Smoczyńska


The Lure - Agnieszka Smoczyńska - 2015

Sinossi: due sirene, sorelle, emergono dal mare e si ritrovano in un nightclub della Varsavia degli anni Ottanta. Sono bellissime, sexy e affamate di vita. Diventano star nell’arco di una notte e una di loro si innamora di un giovane e affascinante bassista. Questo spingerà il loro legame al limite, portandole a scelte crudeli e sanguinose.

TwittaCinema Archive - The Story Of Sin (1975) Walerian Borowczyk


The Story Of Sin - Walerian Borowczyk - 1975

Sinossi: l'odissea, giocata tra Varsavia e Roma, di una donna per bene, Ewa Pobratynska, plagiata dal bandito Pochron e resa infelice da un amore maledetto, quello per l'affascinante scrittore Lucas Niepolomski.



Recensioni - Ida (2013) Paweł Pawlikowski


Data di uscita: 13 marzo 2014
Genere: Drammatico
Anno: 2013
Regia: Pawel Pawlikowski
Attori: Agata Trzebuchowska, Agata Kulesza, Joanna Kulig, Dawid Ogrodnik, Adam Szyszkowski, Jerzy Trela
Paese: Polonia, Danimarca
Durata: 80 min
Distribuzione: Parthenos
Sceneggiatura: Pawel Pawlikowski
Fotografia: Lukasz Zal
Montaggio: Jaroslaw Kaminski
Produzione: Opus Film, Phoenix Film Investments

Sinossi: 
Polonia, 1962. Anna è una giovane orfana cresciuta tra le mura del convento che, poco prima di prendere i voti, apprende di avere una parente ancora in vita, Wanda, la sorella di sua madre. L’incontro tra le due donne segna l’inizio di un viaggio alla scoperta l’una dell’altra, ma anche dei segreti del loro passato. Anna scopre infatti di essere ebrea: il suo vero nome è Ida, e la rivelazione sulle sue origini la spinge a cercare le proprie radici e ad affrontare la verità sulla sua famiglia…


Ida di Pawel Pawlikowski è un film polacco del 2013 pluripremiato che colpisce già dalle prime immagini: prima di tutto le inquadrature spesso fisse per quasi tutto il film e una composizione del quadro molto particolare, i personaggi e soprattutto la protagonista, infatti, si trovano ai margini dell’inquadratura, il resto del quadro è occupato principalmente dal freddo è bellissimo paesaggio polacco. La storia, ambientata all’inizio degli anni sessanta, racconta di Anna una novizia, abbandonata in convento appena nata, che sta per pronunciare i voti, ma viene a sapere dell’esistenza di una zia e viene quasi costretta dalla madre superiora a farle visita prima di diventare suora. Da lei scoprirà di chiamarsi in realtà Ida e di essere ebrea. Questo incontro le porterà ad affrontare un viaggio per scoprire il luogo di sepoltura dei genitori alla fine del quale le loro vite non saranno più le stesse.



I due personaggi femminili sono agli antipodi: la zia, un giudice del popolo, è disillusa dalla causa del partito e si concede all’alcool e alle attenzioni degli uomini che incontra, Ida che ha sempre vissuto in convento è chiusa e timorosa del mondo circostante. Come in Viridiana di Bunuel, la zia cerca di indirizzare (senza cattiveria) la nipote verso i piaceri della vita "che sacrificio è se non hai provato?". Le convinzioni di entrambe saranno messe a dura prova dal viaggio che affronteranno e avranno conseguenze inevitabili e diversissime sulle due donne. Il tema della vicenda personale delle due donne s’intreccia con la situazione di un Paese, la Polonia reduce da una guerra devastante che deve fare i conti con il proprio passato. Forse è proprio questo il fulcro del film: il passato che non si può dimenticare e che torna a scombinare le esistenze di chi vuole fuggire da esso.


La composizione del quadro colpisce subito l’attenzione grazie anche al formato 1.37:1 utilizzato per le riprese che non è usato frequentemente; questo, infatti, era il formato utilizzato principalmente all’epoca del cinema muto. Le inquadrature sono rigorose con un bianco e nero luminoso e ricco di contrasti, poche panoramiche e un’attenzione maniacale all’equilibrio della composizione, un rigore geometrico che soffoca lo spettatore e costringe la protagonista in inquadrature sbilanciate, con uno spazio in alto innaturale che la opprime. Questa scelta troverà un senso nel finale, dove la camera fissa si sostituirà alla macchina da presa a mano che accompagnerà Ida in un piano sequenza finalmente al centro dell’inquadratura.
Un ottimo film secondo il mio parere, impreziosito dalle intense interpretazioni delle attrici principali e da una colonna sonora che alterna Jazz e musica classica.



Recensioni - Cold War (2018) Paweł Pawlikowski




Data di uscita: 20 dicembre 2018
Genere: Drammatico
Anno: 2018
Regia: Pawel Pawlikowski
Attori: Tomasz Kot, Agata Kulesza, Joanna Kulig, Borys Szyc, Cédric Kahn, Jeanne Balibar, Adam Woronowicz, Adam Ferency, Slavko Sobin
Paese: Polonia, Francia, Gran Bretagna
Durata: 88 min
Distribuzione: Lucky Red
Sceneggiatura: Pawel Pawlikowski
Fotografia: Lukasz Zal
Montaggio: Jaroslaw Kaminski
Produzione: Apocalypso Pictures, BFI Film Fund, Film4



Sinossi:
Durante la guerra fredda, tra la Polonia staliniana e la Parigi bohémienne degli anni ’50, un musicista in cerca di libertà e una giovane cantante vivono un amore impossibile in un’epoca impossibile…


“Ojojoj non innamorarti di quel ragazzo… ma sono andata comunque con lui e lo amerò finché vivrò” – Dwa serduska.

Cold war racconta la travagliata storia d’amore tra Viktor (Tomasz Kot) e Zula (una sorprendente e intensa Joanna Kulig). Siamo in Polonia, nell’immediato dopoguerra, Viktor mette su e dirige una compagnia di danza popolare e già dai provini rimane colpito dall’intraprendenza e dal carisma di Zula, ne nasce una travagliata storia d’amore. La compagnia comincia una lunga tournée che attraverserà tutti paesi dell’est Europa fino ad arrivare a Berlino, avamposto del blocco sovietico. Qui le strade dei due si separano loro malgrado e comincia un lungo percorso attraverso gli anni e le città d’Europa fatto di bruschi distacchi e appassionati riavvicinamenti che culminano in un finale di cui non vi dirò ma che è poesia pura.
La storia, come dichiarato da Pawlikowski, è ispirata alla storia dei suoi genitori, ai quali il film è dedicato, i quali hanno vissuto una turbolenta storia d’amore simile a quella dei protagonisti. Dalle parole del regista: “erano due personalità molto forti, gente meravigliosa, ma un disastro come coppia”.


Pur partendo dalla storia dei due, Pawlikowski sceglie di utilizzare le vicende di un gruppo folk come veicolo per illustrare la situazione sociale e politica nella Polonia di quegli anni senza doverla spiegare, per fare ciò s’ispira a un vero gruppo folk, i Mazowsze, molto famosi in Polonia e tuttora attivo.
Il film è girato in un clamoroso bianco e nero che alterna la luce quasi accecante della campagna innevata polacca ai forti contrasti delle città inquadrate come nei film noir anni 50: chiaroscuri, asfalto bagnato, macchine nere. E anche la musica, che segue il percorso amoroso dei due, si modifica e si adatta alle diverse ambientazioni spaziando dal canto popolare alle atmosfere jazz di una Parigi bohemienne e decadente.


La regia è perfetta e riesce a condensare in poche inquadrature cambiamenti o salti temporali di anni senza perdere la coerenza o disorientare lo spettatore, molte inquadrature rapiscono gli occhi risuonando a lungo dopo la visione, insieme alla musica che le accompagna. In proposito vi anticipo che una canzone in particolare fa da filo conduttore a tutta la storia: “Dwa serduska”, un canto tradizionale polacco che viene eseguita in situazioni e stili diversi durante il film. Prima viene cantata da una giovane contadina, poi gonfiata dall’arrangiamento orchestrale e dal coro, infine anche in una versione jazz per il palcoscenico parigino. Quest’ultima versione è particolarmente struggente ed eseguita in modo intenso dalla protagonista mentre la camera la segue dolcemente girandole quasi intorno.


Curiosità: la protagonista Joanna Kulig compare anche in “Ida” dove interpreta una cantante.
Ancora una volta, dopo il folgorante “Ida” il regista/filosofo polacco dimostra una sensibilità e una padronanza non comune e riesce a confezionare uno dei film più belli dell’anno appena trascorso. Anche il pubblico di Cannes è sembrato essere d’accordo con questo giudizio riservandogli diciotto minuti di applausi dopo la proiezione.