Per voi il cinema è spettacolo. Per me è quasi una concezione del mondo. Il cinema è portatore di movimento. Il cinema svecchia la letteratura. Il cinema demolisce l'estetica Il cinema è audacia. Il cinema è un atleta. Il cinema è diffusione di idee.
Vladimir Majakovskij
Sinossi: quattro giovani ragazze navigano nel mondo della sottocultura edonistica di Berlino. Janaina, 17 anni, guadagna soldi con il sesso in webcam. Emmy, la sua miglior amica diciottenne, trova l'intera città inebriante senza rendersi conto di essere sempre più vittima della tossicodipendenza. Joy, invece, medita sull'amore quando non vende droga mentre Abbie sogna di scappare a Los Angeles.
Sinossi: Joana si è appena trasferita a Berlino ed è ansiosa di esplorare la città e le persone che la rendono interessante. Thomas incontra la sua strada in una gastronomia a tarda notte e tra loro si crea subito un forte legame.
I Do Not Care If We Go Down in History as Barbarians - Radu Jude - 2018
Sinossi: «Non mi importa se passeremo alla storia come barbari»: parola del presidente rumeno Antonescu, che nel ’41 avviò la pulizia etnica del fronte orientale. A quel fatto, oggi dimenticato (o, meglio, nascosto) una regista dedica uno spettacolo di piazza pubblico a Bucarest, di cui si segue la tormentata lavorazione fra prove, discussioni, ricerche, censure, incomprensioni.
Sinossi: Rei, curatrice di un museo, diventa ossessionata dalla fotografia di Haruma e lo assume per un progetto segreto, chiedendogli di fotografare i suoi genitali senza fare domande. Haruma è combattuto riguardo all'incarico, mentre la sua ragazza incinta, Natsuki, diventa gelosa e sospettosa delle sue lunghe assenze.
Sinossi: ispirato a fatti realmente accaduti, il film racconta tre epoche di storia tedesca attraverso l'intensa vita dell'artista Kurt Barnert, dal suo amore appassionato per Elisabeth, al complicato rapporto con il suocero, l'ambiguo Professor Seeband che, disapprovando la scelta della figlia, cerca di porre fine alla relazione tra Kurt ed Elisabeth. Quello che nessuno sa è che le loro vite sono già legate da un terribile crimine commesso da Seeband decenni prima.
Sinossi: La storia vera di Violette Nozière (Isabelle Huppert), diciottenne parigina che negli anni Trenta, divisa tra la vita casta nella modesta casa familiare e la mondanità libertina del Quartiere Latino dove si prostituiva, avvelenò i genitori. Il padre adottivo, che accusò di violenze sessuali, morì, e Violette fu inizialmente condannata alla ghigliottina. Nel 1945 fu rilasciata per buona condotta, e De Gaulle le concesse la grazia definitiva.
Sinossi: un incubo a occhi aperti governato da un'entità sovrannaturale. Un viaggio a ritroso costellato da personaggi dall'identità fluida e imprevedibile in continuo divenire, volto a farci scoprire chi sia e cosa abbia fatto la tassista Luz prima di essere esaminata da uno psicologo alla presenza della polizia nel corso di una notte di tregenda.
Sinossi: Susie Bannon, una giovane americana, arriva nella prestigiosa accademia di danza Markos a Berlino nel 1977 nello stesso momento in cui scompare in circostanze misteriose la ballerina Patricia. Mentre fa straordinari progressi sotto la guida della rivoluzionaria direttrice Madame Blanc, Susie stringe amicizia con la ballerina Sara, che condivide con lei i suoi sospetti sui segreti oscuri e minacciosi che incombono sulla compagnia.
Sinossi: Nello spazio profondo, al di là del sistema solare, Monte e la figlioletta Willow vivono insieme a bordo di un veicolo spaziale in completo isolamento. Uomo solitario dalla rigorosa autodisciplina, Monte ha avuto la figlia contro la sua volontà: il suo sperma infatti è stato usato per fecondare artificialmente Boyse, la giovane donna che ha dato alla luce Willow. Entrambi erano membri di un equipaggio di prigionieri, di detenuti condannati a morte. Come cavie, erano stati mandati in missione nel buco nero più vicino alla Terra e dell'equipaggio sono sopravvissuti solo Monte e la figlia. Con il passare del tempo, Monte è molto cambiato e grazie a Willow ha scoperto cosa significhi amare incondizionatamente. Man mano che si avvicinano alla loro destinazione, i due devono fare i conti con ciò a cui andranno incontro arrivati nel punto in cui tempo e spazio smetteranno di esistere.
Sinossi: un resort abbandonato sul mare. Le riprese di un film fantasy sulla fine di un’era stanno per terminare. Due donne, entrambe membri della troupe, una un’attrice e l’altra una regista, Apocalypse e Joy, stanno per concludere la loro storia d’amore.
Sinossi: Siamo nel 2006. Berlusconi è all’opposizione, il Milan non vince più, ma allo stesso tempo un nutrito gruppo di persone continua ad ambire a lui, a quest’uomo ancora così potente. In particolare, una coppia di pugliesi arraffoni, Sergio e Tamara, imbastisce una serie di traffici, di coca e di mignotte per attirare l’attenzione del Cavaliere. Tanto da riuscire a insediarsi nella villa di fronte a quella del Biscione in Sardegna. Lui, però, è alle prese con la moglie Veronica che vuole lasciarlo e con il tradimento di un suo fedelissimo. Nulla comunque può scalfire il suo gusto per la barzelletta e per lo stornello…
Data di uscita: 20 dicembre 2018
Genere: Drammatico
Anno: 2018
Regia: Pawel Pawlikowski
Attori: Tomasz Kot, Agata Kulesza, Joanna Kulig, Borys Szyc, Cédric Kahn, Jeanne Balibar, Adam Woronowicz, Adam Ferency, Slavko Sobin
Paese: Polonia, Francia, Gran Bretagna
Durata: 88 min
Distribuzione: Lucky Red
Sceneggiatura: Pawel Pawlikowski
Fotografia: Lukasz Zal
Montaggio: Jaroslaw Kaminski
Produzione: Apocalypso Pictures, BFI Film Fund, Film4
Sinossi:
Durante la guerra fredda, tra la Polonia staliniana e la Parigi bohémienne degli anni ’50, un musicista in cerca di libertà e una giovane cantante vivono un amore impossibile in un’epoca impossibile…
“Ojojoj non innamorarti di quel ragazzo… ma sono andata comunque con lui e lo amerò finché vivrò” – Dwa serduska.
Cold war racconta la travagliata storia d’amore tra Viktor (Tomasz Kot) e Zula (una sorprendente e intensa Joanna Kulig). Siamo in Polonia, nell’immediato dopoguerra, Viktor mette su e dirige una compagnia di danza popolare e già dai provini rimane colpito dall’intraprendenza e dal carisma di Zula, ne nasce una travagliata storia d’amore. La compagnia comincia una lunga tournée che attraverserà tutti paesi dell’est Europa fino ad arrivare a Berlino, avamposto del blocco sovietico. Qui le strade dei due si separano loro malgrado e comincia un lungo percorso attraverso gli anni e le città d’Europa fatto di bruschi distacchi e appassionati riavvicinamenti che culminano in un finale di cui non vi dirò ma che è poesia pura.
La storia, come dichiarato da Pawlikowski, è ispirata alla storia dei suoi genitori, ai quali il film è dedicato, i quali hanno vissuto una turbolenta storia d’amore simile a quella dei protagonisti. Dalle parole del regista: “erano due personalità molto forti, gente meravigliosa, ma un disastro come coppia”.
Pur partendo dalla storia dei due, Pawlikowski sceglie di utilizzare le vicende di un gruppo folk come veicolo per illustrare la situazione sociale e politica nella Polonia di quegli anni senza doverla spiegare, per fare ciò s’ispira a un vero gruppo folk, i Mazowsze, molto famosi in Polonia e tuttora attivo.
Il film è girato in un clamoroso bianco e nero che alterna la luce quasi accecante della campagna innevata polacca ai forti contrasti delle città inquadrate come nei film noir anni 50: chiaroscuri, asfalto bagnato, macchine nere. E anche la musica, che segue il percorso amoroso dei due, si modifica e si adatta alle diverse ambientazioni spaziando dal canto popolare alle atmosfere jazz di una Parigi bohemienne e decadente.
La regia è perfetta e riesce a condensare in poche inquadrature cambiamenti o salti temporali di anni senza perdere la coerenza o disorientare lo spettatore, molte inquadrature rapiscono gli occhi risuonando a lungo dopo la visione, insieme alla musica che le accompagna. In proposito vi anticipo che una canzone in particolare fa da filo conduttore a tutta la storia: “Dwa serduska”, un canto tradizionale polacco che viene eseguita in situazioni e stili diversi durante il film. Prima viene cantata da una giovane contadina, poi gonfiata dall’arrangiamento orchestrale e dal coro, infine anche in una versione jazz per il palcoscenico parigino. Quest’ultima versione è particolarmente struggente ed eseguita in modo intenso dalla protagonista mentre la camera la segue dolcemente girandole quasi intorno.
Curiosità: la protagonista Joanna Kulig compare anche in “Ida” dove interpreta una cantante.
Ancora una volta, dopo il folgorante “Ida” il regista/filosofo polacco dimostra una sensibilità e una padronanza non comune e riesce a confezionare uno dei film più belli dell’anno appena trascorso. Anche il pubblico di Cannes è sembrato essere d’accordo con questo giudizio riservandogli diciotto minuti di applausi dopo la proiezione.